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Musica & Ballo

Tutto sul Charleston il ballo più popolare tra gli anni ’20 e ’40

25/11/2021
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Tabella dei Contenuti

Il Charleston è uno stile di ballo nato intorno agli anni Venti in America sulla scia delle note jazz. Si tratta di una danza a dir poco scatenata, in voga fino agli anni Quaranta. Questa danza, caratterizzata da movimenti frenetici, ha contribuito fortemente alla nascita del ballo swing.

Storia e origini del Charleston

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, è grande la voglia di lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare. Il desiderio di divertimento e spensieratezza si riversa nei cosiddetti “anni ruggenti”, ovvero gli anni Venti, che vedono una grande rivoluzione in numerosi ambiti artistici, dal cinema alla musica, passando per la letteratura e il teatro.

In America, nello specifico, si vive l’Era del Jazz, uno stile musicale suonato a ritmi rapidi in 4/4 perfetto per un nuovo stile di ballo: il Charleston. Il suo esordio avviene nel 1923, quando a Broadway va in scena lo spettacolo “Runnin Wild” comprendente l’esibizione del compositore James P. Johnson, tra i primi ad avere successo tra gli attori afroamericani, sulle note della sua canzone dal titolo “Charleston”.

Il ritmo frenetico accompagna le nuove generazioni, desiderose di allontanarsi dagli usi e costumi del passato e di lasciarsi andare a movimenti liberi e disinvolti; è proprio da questi movimenti che prende ispirazione il termine “flappers” (da “to flap”, ovvero “sbattere” le ali come per imparare a volare), riferito  in quel periodo alle giovani ragazze trasgressive nei Paesi anglosassoni.

Ben presto, il Charleston sbarca anche in Europa ottenendo riscontri diversi: mentre in Italia, ad esempio, il ministro della guerra decide di bandirlo agli ufficiali considerandolo poco consono alla divisa indossata, in Inghilterra invece raggiunge un successo straordinario; basti pensare alle esibizioni nel West end londinese del famosissimo ballerino Americano Fred Astaire in compagnia della sorella Adele.

In tanti muovono proteste e critiche nei confronti di questo nuovo ballo, ritenendolo moralmente scandoloso e sottolineando i vari rischi di movimenti particolarmente frenetici, ma il Charleston continua la sua corsa senza accennare alcun cedimento.

Il tempo ha mutato, nel corso degli anni, le caratteristiche del Charleston: il ritmo sincopato e i movimenti scatenati si sono via via attenuati favorendo movenze sempre più morbide che, negli anni Trenta, hanno dato origine al ballo Lindy Hop.

Le donne del Charleston

Negli anni Venti alle donne viene finalmente concesso il diritto di voto. Essendo il Charleston una vera e propria espressione dei cambiamenti dell’epoca, la donna Charleston (per antonomasia) è colei che porta i capelli al garçonne e le gonne corte, fuma, guida l’auto e inizia a godere di una prima parvenza di parità dei sessi. Il suffragio universale, infatti, si rivela il riconoscimento da parte della politica di un mondo femminile emancipato, che può esprimere la propria libertà anche attraverso il ballo.

Il Charleston capita proprio al momento giusto: risponde all’esigenza di svago, di poter vivere i rapporti sociali con più libertà, di poter scegliere il partner nel ballo così come nella vita.

Come si balla il Charleston?

Una volta nato, il Charleston infrange tutte le regole vigenti fino al suo arrivo dei balli di sala di origine europea: non segue uno schema classico, ma punta a gettare le gambe verso l’esterno con le punte dei piedi rivolte all’interno e, al contempo, cercando di tenere le ginocchia unite.

A questa impostazione, poi, seguono sgambettamenti, contorsioni, salti, calci e tutti i vari movimenti che un ritmo estremamente sincopato come quello offerto dalla musica jazz può spingere a compiere; e tutto questo può avvenire almeno in 3 modi differenti: da soli, in coppia o in gruppo.

  • Charleston solista: trattandosi di un ballo basato su improvvisazione e personalità, si presta perfettamente alla danza solista. Il passo principale assomiglia a una camminata, accompagnata da gambe e braccia gettate verso l’esterno;
  • Charleston di coppia: i passi di base rimangono invariati, semplicemente i partner si scambiano le rispettive posizioni ostentando movimenti, salti e sgambettamenti;
  • Charleston di gruppo: si forma un cerchio sciolto sulla pista da ballo, in modo che ci siano 2 lunghe file di ballerini posizionati l’uno di fronte all’altro; il primo compie un passo, che viene ripetuto da tutti gli altri, fino a quando non viene eseguito un altro passo, a sua volta ripetuto. A volte, i singoli ballerini possono semplicemente improvvisare seguendo la musica, oppure imitando i ballerini a loro vicini.

Corsi e tutorial

Come già sottolineato, il Charleston si basa sull’oscillazione delle gambe e su ampi e frenetici movimenti delle braccia. Il passo base prevede l’utilizzo dei piedi, in una sorta di tip tap, accompagnato da rotazioni e con le mani posizionate in modo che i palmi siano rivolti in avanti e verso l’esterno.

Ancora oggi, il Charleston rientra tra i balli più amati di sempre: non è mai troppo tardi, quindi, per conoscerlo, amarlo e ballarlo a ritmo scatenato!

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Musica per ballare il Charleston

Per ballare al meglio il Charleston la musica è fondamentale: se la prima canzone si basava sullo stile swing, che agevola i movimenti tipici del ballo, è possibile contemplare anche il jazz o, addirittura, le danze tribali chiamate Juba.

L’origine del nome “Charleston”, infatti, fa fede a due diverse teorie, che ne spiegherebbero le caratteristiche e le scelte musicali:

  1. la prima teoria afferma che il nome derivi dall’omonima città portuale del Sud Carolina, dove i lavoratori afroamericani del porto di Charleston compivano determinati movimenti durante le operazioni carico e scarico merci dando vita a un ballo di strada, tipicamente jazz;
  2. la seconda teoria, invece, associa il nome Charleston ai movimenti delle danze tribali africane note, appunto, come Juba: movenze rapide e frenetici, intervallate da salti e stomp con i piedi. Sia nella Juba, che nel Charleston è possibile utilizzare qualunque parte del corpo per tenere il tempo e le mani vengono battute tra loro o contro gambe, guance e petto.

In ogni caso, più la musica è scoppiettante e più è indicata per accompagnare i passi del Charleston.

L’outfit Charleston perfetto

Un aspetto che caratterizza il Charleston è l’abbigliamento: gli elementi tipici della moda di quegli anni sono facilmente riconoscibili, dato che prediligono le linee geometriche, gli abbinamenti di colori accesi e i contrasti netti e decisi.

Vestiti e scarpe da ballo uomo e donna

Per quanto riguarda le donne, gli abiti si presentano con taglio dritto, orlo al ginocchio, punto vita sui fianchi e assenza di maniche. Si tratta dei cosiddetti abiti Flapper, che lasciano libero il corpo sfruttando tessuti morbidi e leggeri come il jersey, la seta e lo chiffon. Immancabili, poi, le decorazioni con frange, perline e ricami, tipicamente anni Venti.

Per quanto riguarda gli uomini, invece, l’outfit è di ispirazione inglese: giacche e pantaloni ampi, realizzati in tweed con disegni pied-de-poule e Principe di Galles. Tra i tessuti più diffusi e amati impossibile non menzionare il gessato, abbinato a scarpe da passeggio a due tinte e con tomaia e ghetta in pelle in colori contrastanti tra loro.

Cappelli e fascia con piume

Il look Charleston femminile è completato dalla famosissima cloche, un cappellino a campana posizionato in modo da coprire la fronte e valorizzare gli occhi truccati ad hoc. Dalle linee minimal e chic, la particolarità della cloche risiede nell’utilizzo di tessuti preziosi per la realizzazione, quali pizzo o broccato.

Insieme alla cloche fa la sua comparsa anche la headband bling bling, una fascia per capelli che può essere ricamata e decorata con strass, perline e piume: un tocco finale coinvolgente e accattivante per rendere il Charleston ancora più irriverente e fuori dagli schemi.

Conclusione

Nonostante siano passati decenni dal suo esordio e dal successo ottenuto, il Charleston è rimasto impresso nel cuore di milioni di persone; oltre ad aver segnato un’epoca, dando voce al desiderio di libertà.

Ha influito sulla moda e sulla cultura, ha ispirato generazioni di artisti e, ancora oggi, è in grado di far ballare grandi e piccini sulle note scatenate di pezzi swing e jazz. Semplicemente intramontabile.

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